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   TERAPIA FOTODINAMICA

Una eccessiva ed incauta esposizione solare determina, soprattutto in una pelle chiara e delicata, la comparsa di ispessimenti, chiazzette arrossate o brunastre, cheratosi attiniche (che sono oltretutto lesioni precancerose).
L’epidermide è disidratata, opaca e il colorito spento.
In questi casi la Terapia Fotodinamica ha rappresentato una svolta nei trattamenti antiaging perché è in grado di ripristinare sia la salute che la bellezza dell’epidermide.
Infatti questa metodica compie una vera e propria bonifica del distretto cutaneo trattato in quanto distrugge selettivamente le cellule alterate dall’eccessiva esposizione al sole eliminando quindi le lesioni precancerose. Inoltre la texture è nettamente migliorata: la cute si presenta idratata, il colorito è sano e naturale e nella maggior parte dei casi sono scomparse, oltre alle cheratosi, anche le rughe più sottili.

La metodica è relativamente semplice.
Si applica sulla cute una crema contenente una sostanza fotosensibilizzante (capace cioè di reagire con la luce) che di solito è l’acido 5-aminolevulinico (5 ALA); si tratta di una sostanza naturale, non tossica per l’organismo,  che viene sintetizzata anche dalle nostre cellule nella catena metabolica che porta alla produzione di emoglobina.
La 5ALA penetra nelle cellule e si concentra soprattutto in quelle malate o danneggiate: l’area trattata viene coperta con una pellicola per proteggerla dalla luce per circa 1 ora.
Al termine viene esposta per alcuni minuti ad una particolare lampada: la luce emessa, in genere rossa o blu, reagisce con la sostanza fotosensibilizzante  accumulata nelle cellule malate e le distrugge selettivamente. Le cellule sane invece sono capaci di eliminare la 5ALA e quindi non sono danneggiate.

Dopo il trattamento la cute si presenta arrossata come dopo una prolungata esposizione solare e viene medicata con una crema rinfrescante. Qualche volta per le lesioni più profonde possono formarsi delle crosticine che si distaccano spontaneamente nel giro di qualche giorno.
Il paziente deve evitare l’esposizione alla luce solare e indossare occhiali scuri nelle prime 48 ore; nei giorni successivi medicherà con prodotti specifici la zona trattata..

Il trattamento non è doloroso: durante l’esposizione alla lampada si può avvertire una sensazione di calore in genere ben tollerata. 
Non vi sono controindicazioni alla metodica: la sostanza fotosensibilizzante non è tossica, la luce  è innocua, non richiede ricovero ospedaliero, non lascia cicatrici.

Inoltre può essere ripetuta più volte a seconda del tipo di lesione e del risultato ottenuto.

Dermatologica di Fiorella Bini - Copyright 2017